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Nella terra dei “marangons”, sulle sponde del fiume Bût

In Carnia, alla scoperta del borgo di Sutrio

Case in pietra e vicoli lastricati, aria fine e una genuina accoglienza che caratterizza la gente di montagna, un po' sospettosa al primo sguardo ma autentica nelle parole. Eccoci in provincia di Udine, in quella Carnia che disegna l'angolo nord orientale del nostro stivale. Il piccolo borgo di Sutrio ci aspetta disteso sulla riva destra del fiume Bût con le sue antiche tradizioni e una storia segnata da avvenimenti importanti come il terremoto che colpì il Friuli Venezia Giulia nel 1976 e che determinò il restauro del centro storico.

Tra i vicoli di Sutrio

Quella di Sutrio è una Comunità Ospitale affascinante e piena di sorprese, come le cinque chiese che si perdono nelle strade del borgo. La parrocchiale di Ognissanti è un grande edificio semplice e armonico ultimato nel 1806 dell'architetto Francesco Schiavi da Tolmezzo; nasconde alcuni altari lignei del XII-XIII secolo e un prezioso ciclo di affreschi del pittore Giovanni Moro del 1925. Poco oltre incontrerete la chiesa comparrocchiale di Sant'Ulderico, una delle più belle costruzioni settecentesche della Carnia, costruita tra il 1781 e il 1791, dagli architetti tolmezzini Francesco e Angelo Schiavi, con la facciata delimitata da due torri campanarie e gli affreschi del pittore veneziano Pier Antonio Novelli e di suo figlio Francesco. Le sorprese non finiscono certo qui, camminando fra le stradine di Sutrio vi potrete imbattere nella curiosa crous da crosarie, una croce santa dalla storia antica che parla di naufragi, pentimenti e pellegrinaggi. Non perdete il presepe di Teno, straordinario esempio di artigianato locale frutto del paziente lavoro di Gaudenzio Straulino, detto appunto Teno. Per quasi trent'anni l'artista ha ampliato e perfezionato la propria opera ricostruendo con precisione la vita di Sutrio. Un museo etnografico in miniatura, con il borgo che funge da sfondo alla capanna, che vi sorprenderà. Un'ultima curiosità, ogni dettaglio del presepe è realizzato in legno, lavorazione tipica che rappresenta il fiore all'occhiello di Sutrio, borgo conosciuto per la maestria dei suoi "marangones".

Una passeggiata nei dintorni

Proseguendo oltre le stradine lastricate del centro storico, potete spingervi ai margini del paese dove vi aspetta l'antica chiesetta di San Nicolò custode di un meraviglioso altare maggiore in legno del Settecento dello scultore cadorino Eugenio Manzani; nella frazione di Nojaris, l'antica chiesetta di Sant'Orsola conserva numerosi lacerti di affreschi trecenteschi di scuola vitalesca. Infine nella frazione di Priola, nella chiesetta dedicata all'Immacolata, potrete ammirare un altro altare in legno settecentesco di scuola locale.

Sutrio, porta naturale della Carnia

Dall'incantevole borgo di Sutrio spingetevi alla scoperta della Carnia, un vero paradiso naturalistico con oltre duemila specie botaniche e fitti boschi secolari popolati da una fauna che qui ha saputo trovare il suo habitat ideale. Se amate il trekking non perdete i numerosi sentieri, di diversa difficoltà, che vi porteranno alla scoperta di antiche pievi, grotte, laghi incantati e borghi alpini fatti di legno e pietra. Gli itinerari si snodano dai dolci declivi alpini fino alle rocce impervie delle Dolomiti e vi offriranno un'esperienza unica di contatto con la natura più incontaminata. Un'escursione consigliata fra tutte è quella che dal fondovalle porta alla cima dello Zoncolan; si tratta di sentiero impegnativo che vi guiderà fin sulla vetta, e da qui, dall'alto di 1750 metri, potrete godere di un panorama unico. La salita allo Zoncolan può fare al caso vostro anche se siete ciclisti o sciatori, gli oltre 30 chilometri di piste fanno di questa vetta una meta imperdibile per gli appassionati di sport invernali.

Suggestioni: antichi mestieri, corsi di cucina e camminate a passo d'asino

Se amate le attività all'aria aperta provate una camminata a "passo d'asino" nelle campagne di Sutrio o, nella stagione invernale, per una passeggiata con le ciaspole, immersi in manto nevoso immacolato e coccolati dal silenzio della natura. Se siete sufficientemente avventurosi provate un entusiasmante volo in deltaplano con pilota autorizzato e qualificato. Le aree di decollo possibili sono il Monte Zoncolan o il Monte Tenchia. Se siete curiosi e volete conoscere i segreti di antichi mestieri, non perdete la giornata alla malga Pramosio che prevede anche la degustazione di prodotti tipici o una lezione al tornio di Sutrio in compagnia dal maestro Giustino, per imparare di più su come si realizza un oggetto in legno. Infine gli amanti della buona tavola, potranno provare a realizzare un piatto della tradizione seguendo uno dei tanti corsi di cucina organizzati sul territorio. Avrete modo di scoprire ricette genuine e semplici!

 

 Informazioni

www.comunitaospitali.it

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